All'inizio degli anni '70 tra i giocatori di maggior spicco
del Circolo Scacchistico Novarese (così si chiamava allora)
ci sono Romolo Ravarini e Santo Catalfamo. Guglielmi e
Roatta si sono trasferiti da Novara, mentre Mario Melosi ha
abbandonato l'attività per dedicarsi completamente al suo
lavoro di ingegnere chimico che, nei decenni a venire, gli
donerà impagabili successi e soddisfazioni, lavorando al
fianco del celeberrimo ing. Fauser.
Sempre in quel periodo, il circolo di Omegna non è ancora
stato rifondato ed i giocatori della zona del Cusio si
appoggiano all'allora attivo circolo di Borgomanero (No).
Data la vicinanza con Novara, non è raro che i soci di
Borgomanero (Roberto Crolla, Alberto Buzio ed altri)
vengano a giocare alcuni tornei da noi, alla scacchistica.
Nel 1971 fa il suo ingresso al circolo il giovane Giuseppe
Panigoni di Fara Novarese. Nel suo primo torneo sociale,
Panigoni si mette subito in luce e giunge secondo alle
spalle di Mario Cucchetto.
Nel 1973, il circolo accoglie un altro nuovo socio: è il
veneto Italo Recanatini, colui che nel 1967 affrontò Melosi
a Milano. Trasferitosi da Schio a Novara per motivi di
lavoro, Recanatini sarà ben presto destinato a divenire una
delle principali colonne dell'intero movimento scacchistico
novarese, in virtù dell’infinita grinta e del grande
spirito d’iniziativa che lo contraddistinguono, ancor oggi,
a distanza di trent’anni.
Sempre nel ‘73, attorno alla prima metà dell’anno, il
circolo lascia la sede del Caffè Barlocchi e si sposta
presso il Centro Comunitario di Via Gorizia n.2/B. Il 9
settembre dello stesso anno, gli scacchisti novaresi si
danno appuntamento al secondo torneo semilampo “Città di
Borgomanero”, organizzato dal locale circolo, e diretto da
Enzo Campo, arbitro regionale. Il torneo, che vede la
partecipazione di 68 giocatori quasi tutti piemontesi, è
vinto a sorpresa dalla seconda categoria sociale Nazzareno
Giuliani di Borgosesia, che, con 7,5 punti su 9, sopravanza
per spareggio tecnico altri tre giocatori, tra i quali, il
ben più quotato Andrea Grinza di Torino. Il migliore dei
novaresi è Mario Cucchetto, che giunge 27mo nel gruppone a
5 punti, mentre più attardati, con 4, giungono Recanatini
ed Antonio Olivari, all’epoca socio di Borgomanero. Lo
score novarese è completato da Enrico Agamennone ed Andrea
Cucchetto con 3 punti, Ugo Verrua con 2,5 e Giuseppe Bandi
con 2 punti. Mario e Andrea Cucchetto, Verrua e Bandi, si
legge che risultano iscritti la torneo come soci
Montedison.
Nel 1974 fa il suo ingresso al circolo Piero Angelini,
giovane novarese di origini aostane. Anche per Angelini, il
connubio con gli scacchi novaresi è di quelli destinati a
lasciar traccia. Oltre al normale gioco a tavolino,
infatti, Piero evidenzia spiccate doti anche verso gli
Studi e la Problemistica, caratteristiche, queste ultime,
che lo conducono a seguire i passi del prof. Ravarini,
condividendo con lui intere serate sociali immerse nello
studio e nell’analisi.
Dopo il breve periodo di stanza presso il Centro
Comunitario, nel settembre del 1974 il circolo si sposta
nuovamente e trasloca al Bar Benevolo di Via Marconi 1
(largo Don Minzoni). Qui viene eletto presidente Enzo Campo
nipote del prof. Ravarini, vice presidente Mario Cucchetto,
consiglieri Santo Catalfamo e Italo Recanatini. Le serate
di ritrovo sono il martedì, il giovedì ed il sabato e le
quote associative sono di 6.000 lire per i soci ordinari e
di 2.000 lire per i giovani.
Nel 1975 la S.S.N. tiene un corso di Scacchi presso il
Liceo Scientifico Antonelli. Alle lezioni, condotte da
Recanatini, partecipa anche un ragazzo che entrerà a far
parte della Società Scacchistica Novarese solo negli anni
80: Maurizio Martelli.
Non sono solo questi, però, gli eventi che caratterizzano
la metà degli anni settanta. Nel 1975, infatti, il circolo
scacchistico è costretto a cambiare sede. Dovendo
abbandonare il Bar Benevolo e trovare un nuovo punto di
ritrovo, l'assemblea sociale si riunisce vagliando tutte le
proposte suggerite. Non tutti i soci, però, si trovano
d'accordo e l'assemblea si risolve senza aver trovato una
soluzione comune. La società subisce una spaccatura e la
scissione è inevitabile. Una parte dei soci opta per
incontrarsi al Bar Borsa, mente quella contraria a tale
sistemazione, si sposta al Circolo Ricreativo di Corso
Milano n. 12 ed assume il nome di "Società Scacchistica
Novarese". Questo è l'articolo pubblicato in merito su
“L'Italia Scacchistica” del gennaio 1976:"Si è costituita la Società Scacchistica Novarese, sede
Circolo Ricreativo di Corso Milano 12. La segreteria è
aperta il mercoledì, giovedì e sabato.
La società si propone di praticare e diffondere il gioco
degli scacchi con l'attiva collaborazione e l'azione del
comune e di tutti i suoi soci. Sono in programma tornei
interni e provinciali, tornei per principianti e
l'intervento diretto di propaganda e insegnamento nelle
scuole.".
Le prime ed originali notizie scritte che sono in
nostro possesso, si rifanno al 2 gennaio del 1978. Il
circolo, che nel '77 si è riunificato sotto il nome di
"Società Scacchistica Novarese" dopo un incontro tra le
due società, è situato presso Casa Bossi, sul Baluardo
Quintino Sella. Qui, sotto la presidenza di Enzo Campo,
viene redatto lo Statuto della Società, in cui si
affermano: l'apoliticità del gruppo, la finalità di
praticare il gioco degli scacchi e la diffusione della
sua conoscenza. Nel medesimo mese di gennaio si
costituisce anche il comitato provinciale
dell’ARCI-scacchi, al quale il circolo aderisce. Il
comitato è composto da Enzo Campo, responsabile
provinciale, Piero Angelini e Vittorio Fassio.
La sede presso la quale viene redatto lo Statuto è anche
il posto in cui i soci del circolo giungono a dimostrare
il grande attaccamento che li lega all’associazione:
tagliati, da parte del Comune, sia la luce che il
riscaldamento per motivi economici nella gestione di Casa
Bossi, i soci si ritrovano a giocare al buio e, nel
periodo invernale, al gelo delle stanze di questo storico
edificio. Dalle proprie case, ciascun socio si fa compito
di portare una candela e d’inverno si gioca col cappotto
indossato. Fortunatamente il sodalizio con Casa Bossi è
di breve durata e, di lì a poco, il circolo cambia sede.
Nonostante le infinite peregrinazioni che vincolano gli
scacchisti novaresi a spostarsi continuamente da un bar
all’altro della città, il circolo riesce ugualmente a
organizzare eventi di rilievo. Sul numero del dicembre
1978 della rivista “Scacco!”, leggiamo, infatti, che dal
28 aprile al 6 maggio 1979, il circolo di Novara
organizza un Festival con tornei compresi tra la serie A
e la serie F. Il torneo viene organizzato presso il lago
d’Orta, ma nonostante gli sponsor e gli sforzi
organizzativi di Recanatini, l’esito finale non è per
nulla soddisfacente.
Prima di lasciare alle spalle questo decennio, però, un
evento ben altisonante deve ancora avere luogo. Ai primi
di novembre del 1979, nell’ambito delle “Giornate
Sovietiche in Piemonte”, la sezione ARCI dama-scacchi
piemontese in collaborazione con l’Associazione culturale
Italia-URSS, invita una delegazione sovietica composta
dal GM Vitalij Tseshkovsky, dalla parigrado Valentina
Kosloskaia e dal maestro Valerij Korenski. Le città
piemontesi toccate dall’evento sono molteplici e la
nostra è una di queste.
L’appuntamento novarese viene organizzato presso l’Aula
Magna del Liceo Antonelli, e vede il GM Tseshkovsky
tenere un’esibizione simultanea che coinvolge l’intero
circolo. A sfidare il fuoriclasse dell’Est sono davvero
in molti, ma solo due, sono i novaresi che riescono
nell’intento di strappargli fortunosamente la patta: sono
Marco Pernechele, suo traduttore personale, e Santo
Catalfamo. Tutti gli altri, sono costretti all’abbandono.
Alla luce delle manifestazioni organizzate durante questo
periodo, il sodalizio con l’ARCI sembra dunque essere
vincente. Con il patrocinio del Comune e della Provincia
di Novara, sempre presso il Liceo Artistico Statale
Antonelli, il 16 dicembre viene organizzato anche il
primo campionato individuale lampo dell’ARCI-Scacchi. Il
torneo è diretto da Enzo Campo e vede 30 giocatori al
via. Vince il fiorentino Mario Fiore con 14 vittorie su
altrettante partite, davanti a Fabbri di Torino con 13.
Recanatini, primo dei novaresi, giunge terzo con 11
punti.
|