LIBRO:

LA GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI

A LIVELLO LOCALE

L’ISTITUZIONE

 

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UN BREVE ESTRATTO DEL LIBRO

(senza note a piè di pagina)

1 - Evoluzione storica dei servizi pubblici locali

 

La gestione dei servizi pubblici da parte dei comuni viene inizialmente disciplinata dalla legge del 29 marzo 1903 n. 103 e dopo alcune modifiche, apportate dal R.D. 30 marzo 1923 n. 3047, sostanzialmente recepita dal T.U. 15 ottobre 1925 n. 2578 , il quale è ancora vigente, non essendo stato ancora espressamente abrogato .

All’articolo primo del T.U. viene fatta una lunga elencazione dei servizi pubblici che possono essere assunti dai comuni.

In dottrina, questo elenco viene considerato puramente esemplificativo e superato dai tempi, non escludendo, perciò, la possibilità per i comuni di gestire altri servizi oltre a quelli menzionati .

Il T.U. prevede, poi, solo tre forme di gestione: l’azienda speciale , la concessione a terzi e la gestione diretta in economia.

Per molto tempo il legislatore non è più intervenuto su questa materia, infatti i primi ritocchi di un certo rilievo si sono avuti solo a distanza di quasi cinquant’anni, con alcune leggi finanziarie, soprattutto con riguardo all’azienda speciale.

Il 4 ottobre del 1986, il D.P.R. n. 902 ha approvato (in esecuzione del T.U. del 1925), il nuovo regolamento di amministrazione e contabilità per le <aziende speciali di servizi dipendenti dagli enti locali>, andando a sostituire, così, la precedente normativa del 1904.

Il D.P.R. n. 902 avrebbe dovuto contenere la disciplina di attuazione di una nuova legge sui servizi pubblici, che non è stata ancora emanata e quindi deve essere riferito direttamente al T.U. del 1925 .

Con il passare del tempo, si è fatta sentire sempre di più la necessità di una riforma organica che attende ancora di vedere la luce, infatti i modelli organizzativi originariamente previsti si sono rivelati con il tempo insufficienti e nuove forme di gestione si sono affermate nella prassi nonostante la mancanza di un chiaro supporto normativo.

Nell’attesa di una più completa riforma dei servizi pubblici si sono volute introdurre delle anticipazioni nella legge n. 142 del 1990 , il cui capo VII è dedicato appunto ai servizi; si trattava, perciò, di una normativa transitoria che introduceva alcuni principi nuovi senza, però, abrogare le vecchie norme .

….omissis ….

L’impostazione seguita, dalla legge, conferma la bipartizione dell’organizzazione degli enti locali distinta in amministrazione di regolazione, caratterizzata da minuziose regole sugli organi e sui controlli, e amministrazione di erogazione meno disciplinata dalla legge e per questo molto più plasmabile sulla base delle necessità locali attraverso statuti e i regolamenti e nel rispetto delle linee generali dettate dal legislatore passibile di trovare applicazioni secondo modalità in parte differenziate.

L’art. 22 al 1° comma pone la distinzione tra servizi pubblici che hanno per oggetto la produzione di beni (il cui esercizio è di tipo imprenditoriale e che secondo Staderini , ma anche Andreani dovrebbero coincidere con i servizi industriali previsti dal T.U. n. 2578/1925) ed attività rivolte a realizzare fini sociali .

L’articolo 22 al 3° comma elenca le forme di gestione che possono essere adottate da comuni e province e che sono:

a)in economia, quando per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio non sia opportuno costituire una istituzione o una azienda;

b)in concessione a terzi, quando sussistono ragioni tecniche, economiche e di opportunità sociale;

c)a mezzo di azienda speciale, anche per la gestione di più servizi di rilevanza economica ed imprenditoriale;

d)a mezzo di istituzione, per l’esercizio di servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale;

e) a mezzo di società per azioni a prevalente capitale pubblico locale, qualora si renda opportuna, in relazione alla natura del servizio da erogare, la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati.

Emerge subito la più ampia facoltà di scelta rispetto alla normativa precedente (anche se la vera novità secondo la maggioranza degli autori sembra essere solo l’istituzione) la distinzione dei servizi pubblici in due categorie: servizi di rilevanza economica ed imprenditoriale, prevalentemente rivolti alla produzione di beni, destinati ad essere gestiti tramite azienda speciale o S.p.A. e servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale la cui gestione è riservata all’istituzione , ma che possono essere gestiti anche in economia se questa modalità per le caratteristiche del servizio appaia più opportuna (è evidente in questo caso lo spazio discrezionale lasciato all’ente locale) ...

 

LA GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI

A LIVELLO LOCALE

L’ISTITUZIONE

 

INDICE

 

Precisazione dei diversi impieghi del termine istituzione e individuazione dei lineamenti essenziali della figura qui esaminata................... pag. 5

 

Capitolo Primo

CARATTERISTICHE E RUOLO DELL’ISTITUZIONE NELLA GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI

1 - Evoluzione storica dei servizi pubblici locali pag. 9

2 - Istituzione e azienda speciale >> 20

3 - Caratteri specifici dell’istituzione >> 23

4 - Ambito di Attività >> 38

5 - Differenze e analogie con altri modelli >> 54

 

 

Capitolo Secondo

ORDINAMENTO DELL’ISTITUZIONE

1 - La creazione dell’istituzione pag. 61

2 - Fonti disciplinanti l’istituzione >> 67

3 - Gli organi >> 75

3.1-Il consiglio di amministrazione >> 82

3.2-Il presidente >> 109

3.3-Il direttore >> 112

4 - Personale >> 129

5 - Risorse >> 138

 

 

Capitolo Terzo

FUNZIONAMENTO DELL’ISTITUZIONE

1 - Rapporti tra l’ente locale e l’istituzione pag. 145

2 - Profili generali dell’attività >> 168

3 - Contabilità e bilanci >> 206

 

Capitolo Quarto

SINTESI SU ALCUNE

ESPERIENZE CONCRETE DI GESTIONE

1 - Nei servizi socio-assistenziali >> 239

2 - Nei servizi culturali e del tempo libero >> 245

 

 

Capitolo Quinto

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

1 - Diffusione e statistiche >> 259

2 - Conclusione >> 264

 

 

APPENDICE >> 271

Elenco Delle Istituzioni Censite:

Aprilia

Istituzione civica Servizi museali

Arezzo

Biblioteca Città di Arezzo

I. "Giostra del Saracino" : ha la finalità di promuovere e sviluppare nel tempo la manifestazione denominata "Giostra del Saracino" , torneo cavalleresco praticato fin dal Medioevo.

Arezzo Provincia

I. “DISTRETTI INDUSTRIALI DELLA PROVINCIA DI AREZZO” (2000)

Avellino

“Teatro comunale Gesualdo”

Avezzano (prov. dell'Aquila)

I. "Premio Avezzano" (1999)

Finalità: compimento attività necessarie per l'organizzazione delle edizioni del "Premio Avezzano” .

Bassano del Grappa (prov. Vicenza)

“Istituto di ricerca per gli studi su Canova e il neoclassicismo”(1995)

Baveno(prov. di Verbano-Cusio-Ossola)

“Istituzione Casa dell’Anziano”

Bologna

1) “Galleria d’Arte moderna di Bologna”

2) Cineteca di Bologna

Bologna Provincia

1)“Gian Franco Minguzzi” (1994)

Opera in campo socio-sanitario

2) “VILLA SMERALDI – MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA” (1998 )

Cagliari

“Scuola Civica di Musica“(1998)

Capri

Istituzione cultura Capri

Caprino Veronese (prov. di Verona)

“Istituzione Biblioteca-Museo di Caprino Veronese”

Castel San Pietro Terme (prov. di Bologna)

“Istituzione per la gestione dei servizi sociali” (1996)

Castiglion Fiorentino

Istituzione culturale ed educativa Castiglionese

Cento (prov. Ferrara)

I. Teatro comunale di Cento (1994)

Biblioteca

Cesena

I. biblioteca Malatestiana (1994)

Chieti

Teatro Marruccino

Correggio (prov. Di Reggio Emilia)

Istituzione per la gestione dei servizi educativi e scolastici del comune di Correggio

Faenza

Museo internazionale delle Ceramiche

Ferrara

Teatro Comunale

Foggia Provincia

Università della Terza Età - "Luigi Imperati"

Genova

1) “Deledda International school” (2001)

(gestisce un corso di Bacellierato Internazionale )

2) “Musei del mare e della navigazione” (2002)

Genzano

“Istituzione per le Attività Culturali e sportive”

Jesi (prov. di Ancona)

"Centro Servizi Sociali" (1997)

La Spezia

“Istituzione per i servizi culturali”

Lucca

“ Opera delle Mura”

( cura la manutenzione del complesso delle mura urbane, all'esercizio ed alla gestione di servizi comunque collegati al monumento)

Lucca Provincia

“Centro per la raccolta lo studio e la valorizzazione delle tradizioni popolari della provincia di Lucca” (1997)

Meldola (prov. di Forlì-Cesena)

Istituzione ai servizi sociali “Davide Drudi” (2000)

Messina

“Istituzione per i servizi sociali” (2002)

Modena provincia

Centro provinciale di documentazione

Montebelluna (prov. di Treviso)

1) Istituzione biblioteca di Montebelluna

2) Istituzione Museo di Storia Naturale Bellona di Montebelluna

Ozzano

Istituzione servizi culturali

Paternò (prov. di Catania)

<<I. Biblioteca Comunale “G.B. Nicolosi” di Paternò>> (2003)

Pavia

Teatro Fraschini

Pisa Provincia

“Centro Nord/Sud".

( persegue il fine di contribuire al progresso ed alla crescita sociale ed economica delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo ed alla integrazione tra i popoli)

Reggio Emilia

ISTITUZIONE “NIDI E SCUOLE DELL’INFANZIA COMUNALI” (1997)

Teatro Municipale

Rio Saliceto

ISTITUZIONE CULTURALE "WILDMER BIAGINI" (2003)

Rivoli

I. museale città di Rivoli

Roma

SISTEMA DELLE BIBLIOTECHE CENTRI CULTURALI (1996)

"Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze "

San Benedetto del Tronto

I. servizi culturali

San Donato Milanese (prov. Milano)

“Istituzione comunale <società oggi: donne, giovani, lavoro>“

(gestisce in forma autonoma i seguenti servizi:centro donna, centro lavoro, centro informagiovani)

Santarcangelo di Romagna (provincia di Rimini)
"ISTITUTO DEI MUSEI COMUNALI” (IMC , 1996)

Sassari Provincia

Istituzione “Cultura e Società” ( 1998)


Scandicci (prov. Di Firenze)

L'Istituzione per i Servizi Culturali (ScandicciCultura) (1996)

Scandicci Cultura gestisce la Biblioteca Civica "A.Martini", il Teatro Studio e il Centro Promozione Musica.

Siena

Biblioteca comunale degli Intronati

Istituzione Santa Maria della Scala

Torino

Galleria Civica d’arte Moderna

Museo civico d’arte antica

Venezia

1) Istituzione per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere (1995)

2) Istituzione “Abitare Venezia” (2003)

Vicchio (prov. Firenze)

Istituzione culturale centro documentazione don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana (2001)

Vicenza

Istituzione Pubblica Culturale e Biblioteca Civica Bertoliana