Accordo regionale


Cara "voce del diavolo" (spero di poter conoscere il tuo vero nome visto che parliamo di problemi che riguardano la categoria) sono felice del fatto che, non ancora pubblicato, il nostro accordo riceve le prime critiche. Nulla contro le critiche, anzi aiutano a mettersi in discussione e a migliorare.
Ritengo, però, sia giusto iniziare a puntualizzare alcuni aspetti del nuovo accordo.
Punto primo nessuno si è mai illuso di aver risolto tutti i problemi della Continuità Assistenziale con tale accordo. Si è cercato di puntare su delle priorità irrinunciabili e la regolamentazione uniforme del plus, mobiltà aziendale e interaziendale, i compiti del medico,l' incentivazione, le garanzie assicurative per l'uso dell'automezzo sono solo alcune.
Punto secondo nessuno ha mai detto che i medici di continuità assistenziale diventeranno ricchi con questo accordo.
Il "gap" esistente tra noi e altre categorie è troppo elevato e nessuno mai prima si è preoccupato di iniziare a porre i problemi nelle giuste sedi. Si è sempre delegato altri perchè troppo impegnati in altre attività lavorative.
Si tratta comunque di € 4.700.000/anno solo per la continuità assistenziale che per un medico a tempo indeterminato, che raggiunge ogni mese l'obiettivo fissato, significa un incremento lordo annuo di circa il 20%.
Per finire volevo puntualizzare un ultimo aspetto: alle trattative regionali è da circa due anni che vi partecipano medici della continuità assistenziale in maniera costante e a volte martellante. Posso affermare che mai in Comitato si è parlato tanto di C.A.
I risultati ottenuti, chiaramente ancora limitati, sono la testimonianza.
Dove, secondo me, è necessario che la categoria possa far sentire la propria voce è nei vari comitati aziendali della nostra regione. Vi sono ancora troppe ASL dove i medici della CA hanno difficoltà ad entrare. Nel vostro caso vedi problematica autocertificazione, progetti obiettivi, plus orario etc.
Ritornando all'accordo il mio giudizio è positivo e non perchè è frutto del nostro lavoro ma perchè lo ritengo allo stesso momento un punto di arrivo e di partenza.
E' sicuramente il punto di arrivo di un progetto iniziato solo due anni fa.
E' il punto di partenza in quanto ci sono altri obiettivi da raggiungere e su cui scommettere e non ultimo L'ACN e dove, posso assicurartelo fin d'ora, per la prima volta la Puglia potrà avere un ruolo fondamentale.
Colgo l'occasione per congratularmi con Furio (che spero di conoscere personalmente al più presto visto che ci siamo sentiti solo telefonicamente) e Gino per la loro iniziativa che sono sicuro riuscirà a far crescere il senso di appartenenza dei medici di continuità assistenziale ad una forte categoria.

lettera firmata

 

 

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