COCCOSTEUS
ARTRODIRI
Il nome Artrodiro significa collo congiunto. Essi hanno un giunto fra capo e torace.
Quando la mandibola si
muoveva in basso, il capo si alzava in alto, dando una apertura maggiore alla
bocca.
Come superficie mordente
usavano i margini taglienti delle piastre ossee.
Molto attivi, hanno dominato gli ecosistemi per circa 50 milioni di anni.
Si differenziarono poco:
solo le ultime forme crebbero di dimensione, forse in ragione delle nuove prede
(squali e pesci ossei).
Il più grande fu Dunkleosteus, lungo da
Gli occhi erano protetti
da un anello osseo.
Gli Artrodiri non furono
rimpiazzati da nuovi gnatostomi, bensì si estinsero a causa di un evento
terminale alla fine del Devoniano.
Le nicchie ecologiche
furono rimpiazzate nel Carbonifero dagli squali.
Si è creduto per
molto tempo che i parenti più prossimi fossero le Lamprede in una
direzione e gli Olocefali nella altra.
Dopo 50 milioni di anni
gli ultimi Artrodiri avevano 2 placche superognatali e una inferognatale. I
Placodermi non svilupparno i denti dalle scaglie come altri gruppi di
Vertebrati.
La forma delle placche
gnatali sembra essere stata soggetta a variazioni considerevoli. Alcune hanno
sviluppato superfici aguzze e taglienti, altre non apprezzabili. La formula
gnatale di base era straordinariamente costante!
I supporti vertebrali dei
Placodermi, come tutti gli gnatostomi del Devoniano, erano ancora deboli. Forti
supporti vertebrali non erano certo utili a organismi acquatici. Però
forti supporti longitudinali ammettono forti movimenti muscolari di nuoto che
la notocorda permetta. Inoltre, movimenti anguilliformi mettono in crisi la
efficienza della notocorda. Non è possibilie semplicemente accrescere il
diamentro della notocorda o dell’animale stesso. I Placodermi risolsero
questo problema evolvendo un esoscheletro, a differenza degli Eugnatostomi. La
altra metà del corpo rimase libera di nuotare energicamente, essendo ancorata
al rigido esoscheletro craniotoracico.
La parte posteriore dei
Placodermi, ove conosciuta, è snella come gli Osteitti e gli squali.
Ancorarono giustamente gli
organi interni allo esoscheletro rinforzato vicino al centro di gravità
e di rotazione, piuttosto che disperderli lungo il tronco come nella maggior
parte dei pesci moderni o dei Tetrapodi.
La parte posteriore del
tronco è sorprendentemente senza pinne, ma le nostre conoscenze su
questa regione anatomica sono limitate. Non ci sono evidenze di pinne dorsali e
anali negli Artrodiri, e poca evidenza di una pinna caudale.
Il Capo degli artrodiri
era suscettibile di soli movimenti verticali, e non orizzontali: ciò era
dovuto ai giunti dello esoscheletro. Altri movimenti erano minimi. Il controllo
era possibile solo con le pinne pettorali.
Paradossalmente, gli
Artrodiri e più genericamente i Placodermi hanno avuto successo grazie
alla loro specializzazione nella veolcità che era alla base di una vita
pelagica attiva.
Gli ultimi Artrodiri
presentavano convergenze con gli Osteitti, prima che si estinsero per ragione
sconosciute alla fine del Devoniano.
In breve:
§ 2 set di piastre dentali
(superognatali), piastre gnatali tubercolate
§ grande processo
postorbitale endocraniale
§ volta cranica composta da
3 piastre craniche che non si sovrappongono
§ 3 piastre guanciali
§ iomandibola fusa con la
guancia, essa non fa parte della mascella
§ inferognatale
sull’osso di Meckel con i muscoli adduttori funzionanti apparentemente
direttamente fraMecKelliane il palatoquadrato
§ cranio anteriore con
capsule nasali separate da un muro
ossificato pericondrale, ovvero la fessura cranioetmoide che in alcune specie
separa completamente le capsule nasali dal cervello
§ grandi capsule olfattive
aperte ventralmente
§ occhio e cranio collegati
da sclera a volte ossificata
§ orbita con miodomi
§ palatoquadrato articolato
con etmoide e con la armatura dermica
§ cranio articolato con gli
archi branchiali
§ linea sensoriale in pozzi
o scalanature nella corazza dermica
§ apertura endolinfatica in
singola placca paranucale
§ giunto fra cranio e
sinarcuali principali
§ giunto supplementare fra
cranio e armatura corporea (non in Actinolepidoidei) con i condili sulla placca
dorsolaterale della armatura del tronco e sulla fossa della placca paranucale
della armatura cefalica. Tale struttura limita il movimento orizzontale del
capo
§ Scudo toracico allungato
nelle forme primitive, con chiusura delle placche dermiche posteriori sulle
pettorali
§ placche toraciche con
leggera embricatura
§ scheletro assiale
sconosciuto, ma lo scapulocoracoide mostra una base stretta per la pinna
(stenobasale) con collegamenti muscolari e vascolari attaccati esternamente
alla base
§ armatura cutanea spessa,
osso cellulare con tubercoli esterni di semidentina (assente in alcune specie
poichè coperte da pelle)
Alcuni generi:
Coccosteus, Dicksonosteus, Dunkleosteus, Dinichthys

Dinichthys
(illustrazione di Raymond Perlman, in Fossili ©

( http://www.toyen.uio.no/geologi/faktablader/blad37.htm
)

( http://kawa3104.hp.infoseek.co.jp/kokkosuteusu.JPG
)
(http://www.toyen.uio.no/geologi/faktablader/blad37.htm)
(http://www.ndsu.nodak.edu/instruct/ashworth/coursework/g106/fish/dunkleosteus2.jpg)
CLADOGRAMMA
( tratto da http://www.palaeos.com/Vertebrates/Units/Unit060/060Cladogram.html
)
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ALTRI CLADOGRAMMI

( tratto da http://www.mun.ca/biology/scarr/Phylogeny_of_Fish.htm
)

( tratto da http://www.mun.ca/biology/scarr/Placoderm_radiation.htm
)
I
GRUPPI DEGLI ARTRODIRI
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Per ulteriori informazioni
sugli Artrodiri:
http://www.palaeos.com/Vertebrates/Units/Unit060/060.100.html
Bibliografia
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Antiarchi
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Indice Paleontologia
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