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LO SCACCOLAMENTO IN AUTO
Salve cari amici di A.C.I.D.O.G.,
mi chiamo Alessandro (Harlock) e sono un vostro nuovo e già affezionatissimo
visitatore. Mi definisco un ultra nostalgico degli anni '80, per me il tempo
si è fermato all'ultima edizione di Fantastico con Pippo Baudo e la
Cuccarini e alle feste delle medie con le canzoni di F.R. David e Gazebo.
Ma lasciamo da parte la malinconia ... Il problema che voglio sottoporre
alla vostra attenzione è quello annoso dello scaccolamento in macchina.
Si perché può sembrare sciocco ma è una tematica che coinvolge la sfera
della privacy, quella dell'igiene e quella della sicurezza al volante!
Inizierei col dire che tutti indistintamente usiamo asportare materiale semi
organico dalle nostre cavità nasali durante le lunghe ore in fila ai
semafori e nel traffico cittadino.
Esistono a tal proposito diversi generi di caccole, classificabili in base
a:
- consistenza: mollicce; semi-secche; dure; vetrificate (sono quelle con
cui, giocandoci tra le dita ci si può pungere fino a ferirsi);
- forma: filamentose; ad elastico; a palletta; a piastrella (normalmente
aderenti per tutta la loro superficie a tutta la parete della cavità
nasale);
frammentate (molto secche tendenti alla polverizzazione, tipiche di un
intoppamento nasale sedimentato da lungo tempo);
- facilità estrattiva: facilmente estraibili (non richiedono grossi sforzi o
acrobazie con le dita, consentono un'asportazione disinvolta, che passa
spesso inosservata agli occhi poco attenti o distratti di fidanzate, amici o
colleghi); coriacee (necessitano di un impegno maggiore delle precedenti);
ancorate (sono terribili, le più difficili e dolorose da estirpare.
Risultano quasi sempre unite con una sorta di cordone ombelicale alle pareti
nasali tanto da richiedere un'azione d'urto, quasi chirurgica che oltre ad
uno sforzo disumano, comporta anche, nella fase finale dell'estrazione una
vera e propria ferita con tanto di perdita di sangue visibile sulla parte
terminale della caccola, con conseguente forte dolore e lacrimazione degli
occhi.
Si sconsiglia procedere con l'operazione di estrazione in presenza di altri
soggetti!!!!
Un altro problema importante è quello dello smaltimento.
I più attrezzati, ma anche meno originali, sono forniti di fazzolettini di
carta o di stoffa in auto (sono quelli che normalmente hanno il santino
magnetico di Padre Pio e l'alberello magico appeso allo specchietto); poi ci
siamo tutti noi quelli che per liberasi, non senza dispiacere del frutto
nasale appena colto, usano i metodi che di seguito vado ad elencare:
- appallottolamento immediato ed eiezione dal finestrino: metodo sbrigativo
dettato spesso dalla necessità di innestare la marcia per ripartire al
semaforo o per sterzare su una curva stretta con tutte e due la mani;
- cincischiamento, appallottolamento graduale ed eiezione dal finestrino:
tipico di chi ama assaporare a lungo il piacere della sensazione data dalla
caccola appena estratta, dalla sua consistenza e appiccicosità;
- asciugamento con aria: necessario per la caccole estremamente filamentose
ed appiccicose che non possono essere gettate immediatamente in quanto
rimangono attaccate in modo estremamente coriaceo
alle dita; il sistema consiste nel mettere la mano
che tiene la caccola con le dita aperte fuori dal finestrino,
muovendo in modo armonioso le dita fin quando l'aria non ha
disidratato il frutto nasale.
Ancora molto c'è da dire su questo argomento, ma preferisco rimandare ad
un'altra volta per consentire a tutti di assimilare le basilari
nozioni illustrate. A
risentirci a presto.
P.S. CHE "MAGO G" SIA CON VOI!!!! |