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1.000.000 DI POSTI DI LAVORO

FASE 1

Luogo: una città a caso in Italia.

Un persona dell'apparente età di sessantacinque anni porta a spasso il proprio nipotino per la città, quando all'improvviso sopraggiunge, a bordo di uno scooter con la marmitta modificata a tal punto da produrre un rumore insopportabile, un giovinastro che corrisponde all'incirca alla seguente descrizione: capelli rasati lateralmente, lunghi e appuntiti sulla parte alta del cranio e debitamente colorati, casco semplicemente appoggiato sulla testa, maglietta manica corta in pieno inverno. Il nonno, indicando al bambino questo ameno figuro, pronuncia la seguente frase: "Un giorno l'Italia sarà governata da persone come queste ..., ma io non ci sarò più ..., ah, ah, ah, ah, ah !!!"

FASE 2

Alcuni anni or sono un imprenditore non molto noto, dedicatosi alla politica per hobby, durante la campagna elettorale, promise che una volta salito al potere avrebbe creato un milione di posti di lavoro per i giovani. La sorte, il fato, la fortuna, la sfortuna, Umberto Bossi, non gli permisero di terminare il suo mandato e questa promessa rimase tale.

FASE 3

Ri-alcuni anni or sono il buon Gianni Agnelli, o chi per lui, decise che la gloriosa Fiat Uno (prima serie) dovesse essere sostituita da un modello di forma più moderna (la seconda serie, che si distingueva esteriormente per alcune modifiche di carrozzeria). Non contento del misero patrimonio accumulato negli anni, riuscì a vendere la catena di montaggio del suddetto veicolo alla oramai quasi fallita fabbrica della Innocenti, che come per magia iniziò a produrre un modello "nuovo": la Innocenti Mille, in pratica la vecchia Fiat Uno camuffata con l'apporto di banali modifiche (lo stemma Innocenti sulla mascherina, il portapacchi tipo "America"). Alcuni italiani, stupidi, acquistarono il nuovo prodotto e si assistette a scenette del seguente tipo:

l'acquirente, fiero del suo nuovo gioiello creato dalla più moderna tecnologia, si reca dall'amico per vantarsi del suo patrimonio dilapidato con coltal stoltezza.

Amico: "Ciao Tizio, come vvva ... hai cambiato la macchina, ... paghi da bere!"

Acquirente:"Ti piace Caio?!... Sai ero un pò indeciso tra questa e la BMW,... ma questa è appena uscita, poi mi hanno valutato bene la mia 128 (n.d.r. Fiat 128)... e allora ... (n.d.r. "... allora cosa, sei un pirla, ti hanno fregato coglione!")"

Amico:" Sì, mi piace ... poi ha una bella linea ... moderna ... (n.d.r. "... bella linea cosa ..., moderna ..., ... cazzo dici, è la vecchia Uno!)"

FASE 4

Una legge di mercato proveniente dell'estremo oriente e tramandata di padre in figlio, dice pressappoco così: "La stupidità (del cliente) è l'anima del commercio" (a tal proposito vedi fase 3).

FASE 5

Il giovane, non ci sono cazzi che tengano, vuole la macchina potente: cioè vuole un autoveicolo a trazione motorifera in grado di sviluppare un numero inimmaginabile di cavalli ed è anche disposto ad uccidere per averla.

FASE DI RIFLESSIONE

A questo punto tutti vi chiederete: "Cosa cazzo centrano tutte queste stronzate?" Centrano eccome e se non c'entrano provate a spingerle.

FASE RISOLUTORIA

La ricetta per creare un milione di posti di lavoro, quando la leggerete vi sembrerà semplice, banale, ma bisognava arrivarci e non è stato così facile.

La produzione della Innocenti Mille aveva un errore di fondo: non c'era un modello che attirava i giovani, una versione sportiva e potente. Quindi bisogna riaprire le "case chiuse" ..., (scusate, ma questa è un altra storia, che offrirebbe comunque posti di lavoro e circolazione di capitali) la fabbrica della Innocenti Mille e inserire nella gamma il modello denominato "Turbo".

Per invogliare il giovane all'acquisto, l'auto dovrà costare pochissimo ed avere prestazioni da dragster oltre che una bella linea moderna che effettivamente grazie al design innovativo non le manca.

Noi proporremmo questo modello con le seguenti caratteristiche:

DATI TECNICI

- Motore 1300 cc. turbocompresso con potenza ufficiale 75 HP (per pagare meno bollo) ma che con l'eliminazione del catalizzatore diventano 190, così lo mettiamo in culo anche al fisco.

- Peso 700 Kg. (grazie alle lamiere sottilissime, prendendo spunto dalla campagna pubblicitaria dei profilattici " Metà spessore, più sensazione !")

- Velocità max: a piacere.

- Accelerazione: da 0 a 100 Km/h in 2,9 secondi (un dragster gli fà una pippa ...!)

- spazi di frenata:

a 60 Km/h: in 1,5 metri (grazie al paracadute)

a 120 Km/h: in 350 metri (grazie al cazzo!)

a 250 km/h: in ospedale (per grazia ricevuta)

 

Accorgimenti per contenere costi e peso:

- totale assenza di sistemi di sicurezza (ABS, airbags, barre antintrusione e cagate varie, fedeli al motto che quello che non c'è non si può rompere)

- gomme Hankook 195/45 R14 semislick, che costano poco e non tengono un cazzo la strada, ma al giovane piacciono perchè sono larghe

- assetto già ribassato di serie ma con molle ed ammortizzatori della Citroen Diane (che sono come quelli di una Saltafoss*)

- quattro freni a tamburo

- Sedili della "Fiat Panda 30"

- unico optional disponibile specchietto retrovisore destro

- totale assenza di vernice e disponibile solamente nella caratteristica colorazione data dall'antiruggine "minio"

[* chi non sa che cosa è una Saltafoss esca immediatamente dal nostro sito!]

 

ED ORA ECCO A VOI IL NOSTRO PROTOTIPO:
il supergiovane vuole la macchina turbo e non le chiaviche che ci vogliono vendere oggi che costano un casino e che non vanno un cazzo

(si avete ragione assomiglia un pochino alla Fiat Uno Turbo ie)

 

FASE CONCLUSIVA

Il sistema per risolvere la disoccupazione è molto semplice: il giovinastro, grazie alle caratteristiche di cui sopra, è invogliato all'acquisto dell'auto e convince i genitori all'esborso del denaro (qui entra in gioco il rivenditore di auto). Durante i primi due giorni dopo l'acquisto, ha già consumato le gomme "sportive" di serie a causa delle partenze tipo "Hazzard": di conseguenza deve provvedere alla sostituzione delle stesse recandosi dal gommista (altra figura professionale). Durante la prima settimana di vita l'assetto di serie ha evidenziato le sue debolezze causando alcune uscite di strada: il carrozziere ride pensando al suo conto in banca (il padre del giovane, che deve pagare, un pò meno). Il figlio accusa l'assetto di non essere all'altezza delle sue doti di pilota e provvede a sostituirlo recandosi in una officina dedita alla preparazione delle auto sportive (ancora una figura professionale). Immancabile è poi l'installazione dell'impianto stereo da 150.000 Watt grazie all'aiuto del tecnico del suono laureato in "storia del Mammutt" (n.d.r. Mammutt = oggetto utilizzato per congiungere fili elettrici). Nel corso del primo mese il giovinastro si reca più volte in discoteca guidando nel seguente modo: finestrino abbassato, radio in fuorigiri, velocità prossima a quella della luce, senza cinture, parlando al telefonino e subendo un rapporto orale dalla tipa che gli sta seduta a fianco. La conseguenza è che un bel giorno si schianta, dolcemente, contro un povero muro in C.A. o un palo della luce (n.d.r. C.A. = muro in cemento armato): qui intervengono molte figure professionali quali le forze dell'ordine, i pompieri, autista del carro attrezzi, conducenti di ambulanze, infermieri, muratori, tecnici Enel, curiosi che non si fanno mai i cazzi propri (che si fermano a guardare l'incidente intralciando il traffico e i soccorsi, e continuano a chiedere:"... Ma cos'è che è successo?, ... Ma cos'è che è successo?),venditori di panini e bibite a servizio dei curiosi, fotografi, cameraman, cineasti, eventualmente anche gestori di pompe funebri. Se il giovane sopravvive la storia ricomincia nuovamente: carrozziere, oppure macchina nuova e poi carrozziere, gommista, officine, forze dell'ordine, ..... Ricordando poi che a monte di tutto ci sono gli operai delle fabbriche dove viene prodotta l'automobile e il super-lavoro dei benzinai che occorre per permettere al giovane di fare le cosiddette "vasche sul corso" (vuol dire andare su e giù per tutto il giorno come dei coglioni per la via più importante della nostra città). Ovviamente più macchine vengono vendute ai giovani, più posti di lavoro conseguenti si verranno a creare.

La morale della favola è questa: se ipotizziamo che per ogni Innocenti Mille Turbo venduta si creano circa 30/35 posti di lavoro di cui sopra, arrivando a venderne circa 30.000 unità in tutta italia si otterranno 1.000.000 di posti di lavoro conseguenziali.

C.V.D.

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